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Venerdì, 19 Gennaio 2018 

La vita imita l'arte più di quanto l'arte non imiti la vita.(Oscar Wilde) +++
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La Biblioteca della musica di Bologna

I tesori della biblioteca del Museo internazionale della musica si svelano con visite guidate ed ingresso al caveau. La Biblioteca della musica di Bologna, da quando si è trasferita nella sua nuova sede del palazzo Sanguinetti, in Strada Maggiore 34, dove coabita con il Museo internazionale della musica, non solo ha tolto una serie di restrizioni che la vecchia sede determinava, ma si è arricchita di nuovi eventi a scopo promozionale. Così "Open day" del sabato 29 Marzo offriva alla cittadinanza la possibilita di visitare gli spazi, per creare un'idea dell'importanza dei tesori che la biblioteca conserva ed ospita.
Con orario continuato dalle 10.00 alle 20.00, i visitatori sono stati guidati dai bibliotecari  per scoprire i nuovi spazi.
Un po' di storia - Creata nel lontano 1804 con la collezione di Padre Giambattista Martini, la biblioteca è stata sempre un gioiello per la città di Bologna. Charles Burney, visitando per la prima volta nel 1770 l'incredibile collezione di documenti musicali di Padre Martini, scrisse "egli possiede tutte le edizioni disponibili". La biblioteca venne trasferita nel 2004 dalla vecchia sede a Palazzo Sanguinetti, donato al Comune di Bologna perchè fosse destinato a museo musicale e biblioteca dall'ultima erede Eleonora Sanguinetti. Il palazzo ha sempre avuto una forte vocazione musicale e la storia racconta che nel 1832 era diventato proprietà del celebre tenore Domenico Donzelli e che Gioachino Rossini fu suo ospite poiché la sua dimora, che si trovava poco distante, era in ristrutturazione.

Gli spazi della biblioteca - La biblioteca è dotata di una sala di lettura dove enciclopedie, repertori bibliografici, cataloghi tematici e di biblioteche, dizionari, ecc. presenti a scaffale aperto, sono liberamente accessibili. Sono anche disponibili per la consultazione due lettori microfilm ed un lettore per microfiches. I quadri che abbelliscono le pareti sovrastanti gli armadi, provengono dalla collezione Martini, quasi tutti non identificati e di non particolare rilevanza artistica, ma rappresentano comunque un forte interesse documentario. Per la richiesta di materiale di epoca anteriore al 1901, è necessario registrarsi e quando siano disponibili copie digitali, facsimilari, microfilmate o xerografate del materiale, queste verranno fornite in luogo dell'originale.

Lo stato delle collezioni e la loro storia - Nel guardare i libri sugli scafali, l'occhio cade ovviamente sulla loro presentazione e quindi la copertina. Pensando che i principali nuclei sono raccolte del '400 e del '500, i libri non sembrano così antichi nel loro aspetto esteriore. Scopriamo che padre Martini, dal quale proviene la collezione della biblioteca, era soprattutto interessato a trovare questi libri e qui concentrava tutti i suoi sforzi anche a livello economico non potendosi permettere un investimento per recuperare costose copertine o rilegature. Così troviamo libri del '400, '500 o '600 con una veste del '700.
La biblioteca ha come gioiello la collezione di libretti d'opera unica al mondo e tutta proveniente dal collezionista Martini.

Il ruolo della biblioteca: divulgare la conoscenza e la cultura musicale
Una particolarità della biblioteca della musica di Bologna è quella di avere un'utenza di circa l'80% di stranieri e questo ha imposto strategie di comunicazioni diverse per arrivare all'utente. Impariamo quindi che si sta lavorando su due binari: per progetti della stessa biblioteca realizzati all'interno ed altri svolti in collaborazione con l'università di Bologna. Grazie a questo impegno, oggi la biblioteca è l'unica al mondo a possedere un catalogo di 3500 libretti d'opera online e di circa 6 mila microfilm. Queste collezioni vengono consultate in gran parte da studiosi d'oltreoceano e d'Europa ed a loro viene messo a disposizione copia dell'opera originale interessata in microfilm per poi, se necessario, passare alla consultazione dell'originale.
La Biblioteca della musica di Bologna, fondata nel 1804, è sempre stata aperta a tutti.
Per quel che riguarda la divulgazione della conoscenza della cultura musicale e della sua storia, nelle nostre scuole si fa ben poco. Rispetto all'attenzione che viene dedicata alle arti figurative ed ai loro rappresentanti, difficilmente si parla dei compositori che pur lavoravano nello stesso "cortile" e che fanno parte di quella stessa cultura. Per colmare questa lacuna, per portare questa conoscenza al pubblico, c'è anche il ruolo della biblioteca. A questo scopo sono infatti in corso progetti ed iniziative come "Open day", un tentativo che ci auguriamo non si riveli un caso isolato.

Albana Temali