Arte e Cultura dall'Italia e dall'Estero

Giovedì, 26 Aprile 2018 

La vita imita l'arte più di quanto l'arte non imiti la vita.(Oscar Wilde) +++
Italian
Albanian
English
  versione italiana
versioni shqip
english version

Kosovar Fortitude

(AG-news) Nessuna arte meglio della fotografia riesce a riportare nell'attimo e nel tempo i segni della cupezza della guerra. Non so esattamente per quale ragione, ma forse per il contrasto netto e forte tra due colori, forse perchè nella nostra memoria le guerre, anche quelle di oggi, sono una cosa vecchia, antica e come tale devono essere riportate in questi colori. Le foto della guerra più che foto sembrano sculture. Non lasciano spazio alla rifflessione, ma alla percezione del dolore, della sofferenza, della resistenza e, per chi una guerra l'ha vissuta, si arriva perfino alla sensazione di sentirne l'odore. 
In queste dimensioni, attraverso la fotografia, Roland Tasho noto fotografo albanese, è riuscito a portare la vita nei campi profughi aperti in tutta Albania e sopratutto quelli della città di Kukes che era anche la porta d'ingresso per i kossovari durante la guerra. Il libro fotografico che contiene 45 foto, un edizione "Onufri" e stampato a Torino in 1000 copie intitolato "Qendresa ne syte e Kosoves" - KOSOVAR FORTITUDE ha avuto un grande successo, tanto da ripensare ad una nuova stampa - dice il fotografo.
La prefazione di Ana Oxa e Michel Peretti, ex-ambasciatore della Delegazione dell'Unione Europea a Tirana, che era anche il sostenitore della realizzazione di questo libro, diventa una vera guida per comprenderne il contenuto e leggere le storie raccontate con le foto.
La copertina riporta il ritratto di un anziano kossovaro che fuma una sigaretta. Nella sua faccia molto vicina ad un cranio, tanto è magro quest uomo, c'è solo uno sguardo che s'infila nel nostro intimo. Sembra che venga da molto lontano, chissà dov'è perso in un passato che non c'è più, in un presente di pura sofferenza e di un futuro del tutto incerto, ma c'è un sopracciglio arcato che spinge verso l'alto, verso quel capellino tradizionale di lana pressata che tanto assomiglia ad una vetta innevata che stampa così la dignità della persona, la resistenza sua e di una nazione. Sulla fronte di quel uomo, in quello sguardo, c'è la vita e risiedono le radici della sopravvivenza, della resistenza del Kossovo. Un libro da ristampare per ricordare e non dimenticare.

AG- news