Arte e Cultura dall'Italia e dall'Estero

Giovedì, 18 Gennaio 2018 

La vita imita l'arte più di quanto l'arte non imiti la vita.(Oscar Wilde) +++
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La Ragazza con l'orecchino di perla

Bologna non è più quella delle due torri, ma sembra piuttosto essere diventata la Bologna di "La Ragazza con l'orecchino di perla". Appena entri in città, ovunque giri la testa, appare l'immagine del famoso dipinto di Vermeer che prende vita su uno striscione grande appeso su due lati della strada oppure in prima vista (e dentro una bella cornice, ovviamente!) sulle vetrine di tutti i negozi, per non parlare che in qualche bar la trovi addirittura stampata sul fazzolettino di carta. Tutto è per Lei, per il suo orecchino che sembra influire anche sulla moda dei gioielli del momento. Bologna sembra letteralmente impazzita per questa ragazza che tanto parla con il suo sguardo, con il suo sorriso-non sorriso, con i suoi capelli nascosti dentro quello strano turbante e con quell'orecchino di perla.
E' proprio quell'orecchino il peso della bilancia di quella storia (se mai c'è stata) con Vermeer che lo dipinse. In Lei c'è tutto il mondo. C'è ricchezza e povertà. Sentimenti nudi e crudi che si riflettono in una perla, una sola perla pendente. La fragilità di ogni elemento è la forza del dipinto. Chi lo vede per la prima volta forse percepisce proprio questa fragilità e tenta non solo di captare, ma anche di sorreggela con lo sguardo.
Lei, in un giorno fortunato, con l'orecchino di perla come chiave di lettura di una storia senza tempo...
A Palazzo Fava, per questa ragazza da quando si è messa in mostra sono stati venduti 60 mila biglietti. Ogni giorno si mettono in fila 3000 o 3500 persone e la mostra rimarrà aperta per il pubblico fino il 25 maggio 2014. Succede a Bologna per La ragazza con l'orecchino di perla (1660) di Vermeer.

Albana Temali