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Mercoledì, 22 Novembre 2017 

La vita imita l'arte più di quanto l'arte non imiti la vita.(Oscar Wilde) +++
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Il mio Diario di Gjergj Kola


FANO. La mostra di pittura di Gjergj Kola "Il mio Diario", inaugurata il 16 di maggio 2015, è uno dei primi
appuntamenti che segna anche l'apertura di questa stagione primaverile-estiva nel calendario degli eventi culturali del Comune di Fano.
All'inaugurazione, alla presenza di un numero considerevole di pubblico, nonché di personalità della cultura  e dell’arte della zona e non solo, sono intervenuti Stefano Marchegiani, assessore alla cultura del comune di Fano e la critica d’arte, la prof.ssa Silvia Cuppini, curatrice della mostra che da anni segue l'artista Gjergj Kola.
"Speriamo di moltiplicare queste occasioni - ha sottolineato nel suo intervento Marchegiani - in un contenitore di quello della Rocca, su quale stiamo lavorando per aumentarne la qualità e la fruibilità”. Inoltre, per quello che l'artista albanese Gjergj Kola rappresenta, anche a livello conoscitivo, l’assessore ha portato l’attenzione al fatto che nei dipinti “si vede anche una tradizione della vita rurale albanese, un mondo vicinissimo con cui dobbiamo sempre stabilire relazioni nell'interesse reciproco, che è la speranza per un mondo di pace, di qualità e di vero sviluppo”.L’intervento della prof.ssa Cuppini si è stato concentrato sulla linee più rappresentative di circa settanta opere esposte alla mostra: la via della croce che è poi in essenza la via della famiglia dell’artista in particolare e dell’immigrato in generale - è la strada dell’integrazione che include un percorso doloroso ed impegnativo dove si intrecciano la sofferenza per l’abbandono e la fatica di appropriarsi delle nuove abitudini e stili di vita utili alla convivenza. “Le sue immagini anche di paesaggio sono animate dalla presenza dell’uomo – spiega la Cuppini -  in particolare dei sui figli, ai quali il pittore ha dedicato molti dipinti, perché la famiglia di fronte la via della croce è una sicurezza. La via della croce, questo spazio nuovo che è albanese o fanese, è questo fluido e l’artista rispetto a ciascun immigrante può rappresentare, raccontare questa sua elaborazione del lutto. Dipingere è un mondo per raccontare, un grande dono. Siamo più ricchi se riusciamo ad accogliere parte di un mondo più grande e non solo nostro”
La mostra, una rassegna del percorso creativo di Gjergj Kola si trasforma in queste parole come un tramite, nel quale si racconta attraverso i temi e dialoga con la forza espressiva dei colori, con i personaggi che sembrano voler uscire dai quadri per raccontare ciascuno la sua storia  con la bellezza dell’arte per creare quella che realmente si respirava all’inaugurazione della mostra alla Rocca Malatestiana di Fano, un creare un filtro tra Italia e Albania.
La Gente di Gjergj Kola, il suo Diario di colori va oltre una semplice mostra di pittura. Infatti raccontarsi è un atto di coraggio e, prima di qualsiasi altra cosa, è un atto di fiducia - fiducia di essere capito, compreso, accettato. Le opere di Gjergj Kola da tempo viaggiano nel mondo e hanno visto sale d’esposizione prestigiose, ma quella alla Rocca Malatestiana di Fano è di un’importanza particolare perché rappresenta le sue nuove radici. Un messaggio d’integrazione attraverso l’arte.
La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 30 Maggio 2015.

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