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Sabato, 20 Gennaio 2018 

La vita imita l'arte più di quanto l'arte non imiti la vita.(Oscar Wilde) +++
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TV import-export

(AG-news) - Agon Chanel è una rete televisiva italo-albanese, nata a Tirana da circa un anno con risultati in continua e costante ascesa. Un successo malvisto dai concorrenti albanesi, ma estremamente appagante per Francesco Becchetti, romano, che l'ha fondata e battezzata.
Il suo nome "Agon" (in italiano vuol dire "Alba") sembra di sintetizzare meglio di qualsiasi altra cosa l'intento e, come spesso si dice, nel nome c'è il proprio destino. Agon channel sembra voglia far nascere una nuova era non tanto nella tv come istituzione, ma nel modo di farla, nel particolare modo di collaborare per fare televisione. Chi l'avrebbe mai detto vent'anni fa che l'immigrazione dall'Albania avrebbe invertito la rotta?
A sbarcare in Albania per l'impresa televisiva sono nomi noti delle tv italiane come Alessio Vinci della Matrix che per Agon Channel fa il direttore editoriale e dirige "Veni, Vidi, Vinci" e che partecipa a tanti altri programmi della stessa rete. Insomma un'attraversata del mare per cambiare rotta anche al proprio destino professionale e diventare un punto di riferimento per un'intera equipe.
Vinci ci regala un sorriso extralarge forse dovuto a quell'atmosfera ed energia che si percepisce ovunque nel paese delle aquile, a Tirana, ed ancor di più e nel suo nuovo ambiente degli studi di registrazione nei quali si trovano, assieme a lui, anche giornalisti provenienti da Mediaset e dalla RAI e tanti professionisti albanesi in primis quel Kledi Kadiu al quale è affidato "Applausi".
Per molti opinionisti tv, Agon Channel è una versione albanese di un canale tv italiano, ma lo spettatore albanese che quasi per tradizione continua a seguire ancora le reti tv italiane, non sembra rifiutarlo, anzi, e lo dimostra dal numero percentuale di share.
Se i produttori tv sono attirati in Albania per i costi bassi e le agevolazioni che si ottengono per mettere in piedi un'impresa, i giornalisti e chi ci lavora sono soprattutto attirati dalla possibilità di fare il loro lavoro con meno ostacoli, compresi quelli burocratici.
In verità sono pochi gli italiani che lavorano nelle reti televisive albanesi, ma sono tutti impiegati nei settori strategici  e la loro vita ormai si è divisa tra le due sponde dell'Adriatico.
La tv come impresa costituisce un ponte se non per raccontare che anche questa è l'Albania, anche questa è l'Italia, l'una e l'altra con grande e convinto desiderio di farcela.
La crisi se non altro porta ad un punto di non ritorno e sempre prossimo alle decisioni importanti.

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