Arte e Cultura dall'Italia e dall'Estero

Venerdì, 20 Aprile 2018 

La vita imita l'arte più di quanto l'arte non imiti la vita.(Oscar Wilde) +++
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Intervista ad Aleksander Gashi

Per il concerto vocale-strumentale ha scelto Scutari, la sua città natale che gli ha riservato un'accoglienza magnifica a questo grande artista al quale l’Italia ha voluto concedere la cittadinanza italiana per meriti artistici con la motivazione “alto patrimonio umano ed artistico” (decreto firmato dall'allora Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi ed il Primo Ministro Berlusconi). Da Tirana erano giunti lo stesso Bujar Nishani e da Roma la Senatrice Barbara Contini, l'Ambasciatore italiano a Tirana Gaiani e rappresentanti dell'Istituto italiano della cultura in Albania. Accolto, nell’entrata in scena, da un pubblico tutto in piedi e plaudente ed ugualmente accompagnato all’uscita per poi essere letteralmente attorniato per i classici saluti, auguri e ringraziamenti per quelle notte magica regalata alla città.

Cos'è la potenza solistica?
Tensione di un discorso dove stabilisce i punti da grandi folle e martella l'auditore fortemente di dimensione ciclopiche, trasformando il sogno di una macchina - pianoforte capace di parlare con cuore e il fascino di un libero discorso.
Cos'è il suonare?
La mediazione di un’idea musicale tramite le mani e lo spartito.
Quanto deve studiare per un concerto?
Una vita …. Ogni giorno, pensa che io sia spirito santo? Quando ero piccolo mia madre mi svegliava alle 5 del mattino, preparava da mangiare e sotto casa mia veniva un mio compagno pianista (Nini Gjinaj) e sotto il freddo felicemente andavamo a studiare senza riscaldamento, come noi tutti allievi di questa scuola meravigliosa (Prenk Jakova), ci mettevamo nelle loro stanze per incarnare di quello che sognavamo. E perciò anche oggi continuo a sognare ….
In un periodo durante il quale il paese era isolato dal resto del mondo, si sono evidenziati una serie di personaggi nell'arte della musica. Alcuni nomi?
In quel panorama faraonico, svolgevano la loro attività le leggende degli artisti, come la mia adorabile professoressa di piano Magerita Kristidhi, molto francese nella luffusione sentimentale e fantastica metodista. Anita Tartari un gioiello di eleganza, Nora Cashku nel suo virtuosismo magico. Gjergj Antoniu (cello) e Muharrem Denisi (cello) che ho avuto l’onore di accompagnarli per un lungo tempo. Antoniu crea l'illusione di avere dita di gomma e tre mani. Denisi dipinge il quadro con una tecnica profonda. Ibraim Madhi (violino) l’antico leone della storia del concertismo è tra i protagonisti importanti. Vangjush Papadhimitri violinista virtuoso con una suprema misura salottiera. Non posso non nominare i primi miei professori di pianoforte Eli Petroviç che mi ha messo le mani sul piano, maniaca della diteggiatura e della preparazione capillare. Irena Pellumbi pianista. Il suo concetto! La vita è come arte. Lei fila come una locomotiva nel sole possente, inarrestabile, radiosa nella pedana artistica scutarese e mia personale.
Cesk Zadeja il mio professore di composizione, allievo di Shostakoviç, un gigante della leggenda caposcuola ed il visionario della musica albanese. Tish Daija (compositore) poeta e santone, un personaggio carismatico e di calore umano. Aveva la tonalità del Do maggiore nel sangue. Feim Ibraimi con un acutissimo senso di realtà contemporanea. Verso tutti i miei professori ho debiti di gratitudine, per la loro l'instancabile presenza in tutte le fasi della mia formazione musicale.
Ha mai avuto l’dea di abbandonare il pianoforte?
Si, avevo 12 anni e feci un concerto a Scutari. Il programma Chopiniano comprendeva valzer, preludi, etude rivoluzionario, scherzo ed una mia composizione (fantasia per pianoforte). Era un disastro!... Note false, passaggi improvvisati, il suono martellato, senza fantasia ed ispirazione. E io volevo a presentarmi al conservatorio cosi? Vado a casa dicendo ai miei genitori che c’è un muro tra me e il pianoforte, non voglio più studiare. Mia madre, un essere cosi delizioso e priva di pesantezza, mi convinse a continuare.
Con quali direttori d’orchestra ha suonato?
Cerco di fare solo un elenco senza prolungarmi. Tonin Daija, Gjon Kapedani, Mustafa Krantja, Rifat Teqja, Ferdinand Deda, Eno Koço, Ermir Krantja, Fiqiri Kraja, Alqi Lepuri, Rozmari Jorganxhi, Suzana Turku, Kristofor Xhokagji, Bujar Llapi, Artan Liçaj. Tutti fantastici, ma di loro parlerò un’altra volta.
Maestro, ha scritto sei musiche di film?
Si mi sono divertito… Mi sembrava di aver scritto un grande poema sinfonico dedicato alle vicende degli uomini, passioni, violenza, sentimenti. Usavo strutture dove l’esasperazione dell'elemento ritmico contribuisce al sapore e alle sequenze del film. Gli indimenticabili i registi dei film, profetici e coraggiosi come Piro Milkani, Besim Kurti e Giovalin Delia.
Se non diventava pianista e compositore quale altro mestiere avrebbe fatto?
Pittore.
Come si diventa pianista?
Si è o non si è, il resto diventa, si impara.
Un artista come deve essere caratterizzato?
Delicato, raffinato, rumoroso, crudele, l’equilibro e l’esagerazione … Vuoi ancora?! Il disordine continuo, la timidezza, la grandiosità, l’autodistruzione, la fiducia, l’insicurezza, la dipendenza e come diceva Bernstain “con piede sinistro“ nel rigoglioso e amato secolo diciannovesimo e con il destro, al quanto meno sicuro a ricercare un punto fermo d’appoggio nel ventesimo secolo.
Come si sentiva dopo il concerto alla presenza del Presidente della Repubblica?
La presenza del Presidente della Repubblica , per il quale ho stima e rispetto, è stato una sorpresa, ma non era mio merito e degli altri artisti, era merito di Scutari.
E del sindaco di Scutari, che era anche promotore di questo concerto?
Uno dei migliori politici albanesi, poichè sta promuovendo i valori di una città, evidenziandoli e lo sta realizzando con successo.
Ed il pubblico scutarino?
Un pubblico supremo alla "viennesità"
Come artista, come si è sentito sul palcoscenico del teatro Migjeni?
Eccitato come un cavallo pazzo ed avevo il gusto del rischio…
Lei si è incontrato con i grandi della musica Ashkenasi, Polini, Baremboin, Ricciarelli, Basiola, Sinopoli, Damiani, Morricone …?
Sembra che da li venga il buon gusto, si scherza, si ride, si parla anche se ti piacciono o no le patatine fritte…E' un ambiente da romanzo, ma di un grande calore umano e professionale.
Ha avuto dei nemici?
Cerco di risparmiarmi, e non mi hanno mai interessato. Loro sono quelli che avvolgono le nubi dietro le quinte. Quando m’inchino davanti al pubblico so che sono nell’occhio del ciclone, ma anche delle tempeste d’applausi.
Il pianista preferito?
Horowitz. Una personalità in cui i miti rivivono. Dopo Liszt, un incantatore di folle che riusciva a dare un senso cosmico al’emozione. La prima volta che l'ho ascoltato avevo 20 anni e ho pianto..
E’ in Italia dagli anni '90. Quante difficoltà ha incontrato?
Ho assunto dei rischi e so sulla mia pelle che cosa significa la fame e non riuscire a non pagare l’affitto … ma c’è gente che vuole invecchiare graziosamente ed eccomi, io sono uno di quelli.

Articolo in albanese (shqip):
http://www.kohajone.com/component/k2/item/2804-rikthimi-ne-atdhe-i-aleksander-gashit-shkodra,-qyteti-me-publik-ala-vjenez.html