Arte e Cultura dall'Italia e dall'Estero

Mercoledì, 22 Novembre 2017 

La vita imita l'arte più di quanto l'arte non imiti la vita.(Oscar Wilde) +++
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Tra i monumenti di Berlino Est

Andare a Berlino è un'esperienza di vita. Tanto più quando rivivi emozioni di un tuo passato che non tornerà più perlomeno in quella forma ed in quella maniera. Non avrei mai detto, appena messo piede al Berlino Est, di poter vedere un facsimile dell'Albania.

Quei palazzi vecchi di due tre piani che un noto scrittore aveva definito "celle dei viventi"  per lo spazio ristretto di vita che offrivano ai loro abitanti e di fronte a loro grattacieli con facciate di vetro così alti al confronto di quei vecchi palazzi, come frecce che vogliono sparare al cielo anche quella rabbia ancor chiusa in quelle strutture nelle quali nasceva e moriva la vita con la sua ristretta libertà di movimento e pensiero. Direi che Berlino è l'unico esempio in tutti i paesi ex comunisti che il suo passato (parlo di Berlino Est) non lo vuol dimenticare, ma evocare per ricordare. E lo fa a cielo aperto trasformando angoli di strada della città in musei con giovani nelle vesti di un ex maresciallo dell'esercito comunista che timbra ai turisti i visti d'ingresso, come al tempo della guerra fredda, da Berlino Est ad Ovest oppure vere e proprie barricate di sacchi di juta pieni di sabbia dietro ai quali  fanno la guardia altri giovani vestiti da soldati dell'ex esercito comunista con tanto di fucile tra le mani. E lo spettacolo continua, un'anticipazione ed un invito a conoscere in più profondamente la storia visitando monumenti e musei sparsi per città.
Questa volta vorrei però soffermarmi a parlare di un complesso monumentale che si trova nel mezzo di questa città perchè parla di una guerra dentro la guerra: è il monumento che commemora gli ebrei vittime del genocidio nazista che si trova nel quartiere di Mitte, tra i due lati del Muro, poco lontano dalla Porta di Brandeburgo, progetto delll’architetto statunitense Peter Eisenmann.
2711 blocchi rettangolari di calcestruzzo, sistemati a griglia in modo da sembrare sepolture, impongono un silenzio di tomba e parlano di quest'altra guerra consumata proprio in quella che veniva definita "terra di nessuno". I  blocchi inseriti in un terreno ondulato fanno calare il visitatore in uno stato definito emotivo che si prova soltanto di fronte ad una bara che sa di un non sapore e dove nulla si riflette. Percezione di una vita che è fatta di solo respiro.
Il complesso crea questa sensazione e il suo percorso guida al Centro di informazione sotterraneo (Ort der Information) sul lato sudorientale, accessibile con l’ascensore o scendendo due piani di scale che con i suoi  800 mq. completa l’opera monumentale offrendo una raccolta di documentazioni riguardanti persone e famiglie vittime dell’olocausto, con testimonianze autentiche e dati che permettono di comprendere meglio la vastità del genocidio, non solo in Germania, ma in tutta Europa.
Apprendiamo che ci sono voluti 17 anni perché il monumento fosse completato. Dal 1999, quando il Bundestag approvò finalmente una risoluzione per realizzare un’opera celebrativa che ricordasse il genocidio degli ebrei in Europa, al 2005.
Uscito da questo campo, da questo labirinto di blocchi di altezze e dimensioni diverse non rimane altro che fare una silenziosa riflessione.

di Albana Temali