Arte e Cultura dall'Italia e dall'Estero

Sabato, 20 Gennaio 2018 

La vita imita l'arte più di quanto l'arte non imiti la vita.(Oscar Wilde) +++
Italian
Albanian
English
  versione italiana
versioni shqip
english version

Come sono diventato Invisibile

(AG-news)  - Come sono diventato Invisibile di  Costantino M. Leka, romanzo di fantascienza, luglio Editore, 2012, Pg. 256, ISBN 8896940860.


In quest'opera, accanto ai temi che ne fanno un romanzo di fantascienza - una scoperta inaspettata e dai poteri prodigiosi, un protagonista eccezionale e con un segreto da nascondere, la minaccia di oscure conseguenze per l’umanità - il lettore ritrova anche i topos dello spionaggio - intervento di organizzazioni senza scrupoli, personaggi che fanno il doppio gioco, ribaltamenti di situazioni, fughe rocambolesche - e un pizzico di piccante, in una vera e propria summa del genere d’avventura.
Ciò che rende speciale questo romanzo non è solo il ritmo serrato dei colpi di scena, bensì, soprattutto, il sentimento patriottico, ma non nazionalistico, di cui è pervaso. Esso racconta, in realtà, la difficoltà di vivere sotto un regime e il valore della libertà personale, l’amore per la giustizia e la propria terra che supera gli ostacoli della Storia e vince le tentazioni di individualismo.
Traduzione in italiano dall'originale: Albana Temali,
Redazione letteraria Rosella Rasku,
Copertina Dorina Leka

La figlia di Agamennone

(AG-news)  - Ismail Kadarè " La figlia di Agamennone",  Longanesi.
Sfilata del 1° Maggio a Tirana: in una delle tribune delle autorità, un invitato ha l'impressione di scorgere, tragagliardetti e ritratti di alti dirigenti, il volto dell'antico comandante greco Agamennone. Allucinazione? O piuttosto l'effetto del dolore di un uomo appena abbandonato dalla donna amata, Suzana, figlia del successore designato del tiranno? La figura mitologica del comandante disposto a sacrificare gli affetti familiari per la ragione di stato è la chiave di lettura di una sconvolgente storia d'amore distrutta dalla crudele macchina del potere, la metafora del progressivo inaridimento dell'Albania e dei tanti sacrifici sopportati dalla popolazione.

Ismail Kadarè (1939), poeta, saggista e  romaziere, è uno dei più noti scrittori europei. Più volte candidato al Nobel, nel 2005 è stato il primo vincitore del Man Booker International Prize per la sua opera, spesso pervasa da un fantastico " assurdo" che evoca la solitudine degli eroi di Kafka

www.longanesi.it

Il successore

(AG-news)  - Ismail Kadarè " Il successore",  Longanesi.
Cosa è accaduto la notte del 13 dicembre nella camera da letto del "successore designato", il cui cadavere è stato scoperto all'alba, colpito da una pallottola in pieno petto? Un avvenimento reale, la morte misteriosa del delfino del dittatore comunista albanese Enver Hoxha, un enigma che dura ormai da trent'anni ed è sopravvisuto al crollo del regime, acquista una dimensione universale in questo romanzo di Kadarè, che eleva il personaggio del " successore" a grande archetipo della letteratura mondiale.

Ismail Kadarè (1939), poeta, saggista e  romaziere, è uno dei più noti scrittori europei. Più volte candidato al Nobel, nel 2005 è stato il primo vincitore del Man Booker International Prize per la sua opera, spesso pervasa da un fantastico " assurdo" che evoca la solitudine degli eroi di Kafka

www.longanesi.it

Viaggio intorno alla madre

(AG-news)  - Il nuovo romanzo di Ornela Vorpsi "Viaggio intorno alla madre" in edicola in Italia.Traduzione: Ginevra Bompiani, Benedetta Torrani.
Descrizione:
Katarina è una madre in pena per il figlio febbricitante. La sua preoccupazione è che l’indomani, quando arriverà il suo amante, non le sia possibile lasciare il bambino al nido. Forse una Tachipirina e una pastiglietta di Lexotan lo terranno a bada? Ci troviamo subito non tanto davanti a un dramma della coscienza, quanto alla coscienza della forza del desiderio, del tempo che passa, della natura esigente e crudele dell’amore, che mette a nudo la relazione insondabile tra madre e figlio. Il romanzo comincia la notte e finisce la sera successiva, quando Katarina va a riprendere il bambino al nido e torna a casa piena di propositi effimeri. Viaggio intorno alla madre è un romanzo scandaloso e struggente, un romanzo che “brucia”, dove ogni parola scopre un tizzone di verità difficile da toccare. Ornela Vorpsi esplora i paradossi dell'amore materno, della passione e della tentazione con un'intensità grave, quasi religiosa.




La pietà

La Pietà
di Skender Drini

Bussano, apro la porta: davanti a me c’è una ragazza. In un decimo di secondo penso di non essere in grado di capire se la persona di fronte a me è una bambina od una donna anziana. La sua espressione denunciava un’anima rovinata e solo adesso, dopo tanto tempo, riesco a dirlo: aveva la rovina della vergogna. Mi parlò con gli occhi abbassati e non riuscii a capire cosa voleva. Alla fine capii: chiedeva l’elemosina, voleva qualcosa e poichè non era abituata a quel lavoro, era impossibile capire che cosa voleva. Disse che aveva la madre ammalata e che era senza lavoro. Aveva lavorato in un forno, ma adesso non ci andava più: disse che voleva qualcosa per sè e per sua madre.
La guardai dalla testa ai piedi e pensai che la miseria poteva essere dipinta come una natura morta fatta da una grande giacca da uomo che vestiva una bambina. Una bambina senza mani, perchè le maniche della giacca erano più lunghe delle sue braccia: sembrava anche senza braccia. E pensare, con grande tristezza, che era vicina a quel periodo in cui una femmina cerca di essere piacevole ... E come essere piacevole con quella giacca che le copriva le mani? Non so se pensai a queste cose mentre lei era davanti alla porta, oppure dopo. Non sono in grado di saperlo, ma devo averlo pensato dopo. Sicuramente devo averlo pensato dopo, perchè non mi sarei mai permesso di farlo con lei davanti.
Non mi sarei mai permesso di farlo mentre lei tremava sotto il peso della vergogna e della fame. Doveva aver fame. Senz’altro che doveva essere affamata. Forse erano due giorni che non mangiava, forse anche di più. Stranamente io ero così freddo. Perchè dico così freddo? E normale essere totalmente freddo. E’ moderno essere totalmente freddo, è contemporaneo, capitalista... Non c’è nullla da meravigliarsi che l’uomo diventi freddo come ghiaccio e non possa essere caldo fino a bruciarsi.. E perchè così? Per caso, uno scherzo della natura, perchè anche gli estremi devono essere equilibrati in natura. Senza questa uguaglianza non esiste l’equilibrio. Se è così allora mi viene da pensare che qualcosa manca intenzionalmente o senza intenzione, qualcosa che ti porta dritto alla distruzione dopo mille anni, dopo milioni di anni, dopo centinaia di milioni di anni.... Ed è esattamente questo che porta alla distruzione, mentre parliamo della caduta dei meteoriti, dello scontro tra orbite, oppure del raffredamento del sole... Si pensa a queste cose e si parla di queste cose e nessuno si ricorda che l’uomo ha in sè stesso la distruzione, come una gravidanza cosmica che possa avvicinarsi nell'ordine di milioni di anni luce. I filosofi dell’ottimismo possono in questo caso urlare che la vita non può essere vissuta nel fuoco, ma può esserlo nel ghiaccio. Portano come esempio i fossili millenari conservati meravigliosamente nei ghiacciai dell’Artico. Dicono che sono “dormienti” e che non sono morti. Dicono che attendono di svegliarsi con le tecniche del futuro. Attendono, ma noi vogliamo svegliarli? Non si dice che siamo molti anche adesso? Sono andato molto lontano dal tema. Perchè andare fino all’Artico quando c’è l’ho davanti alla mia porta?! E’ ancora lì con le due braccia nascoste e con gli occhi abbassati... E strana la natura dell’uomo... Strana, perchè al posto di piangere i suoi guai io sto a pensare perchè tiene gli occhi abbassati. Sto a pensare che sui suoi occhi pesano come due piramidi più grandi di quella di Keope. Sto a pensare che la natura ha fatto un errore attrezzando l’uomo con quel sentimento strano che si chiama vergogna. Alla natura doveva andare di escludere l’uomo e di considerare normale che uccida, rubi e chieda l'elemosina senza questa vergogna. E che cos’è alla fine la vergogna e quanto peso ha davanti al grande scopo della sopravvivenza dell’uomo e della natura? Dicono che è un elemento di civilizzazione e di perfezione morale dell’uomo, dicono che è un elemento di ribellione contro la natura che cerca di tenerci in vita ad ogni costo. Dicono che alla natura l’uomo interessa solo fisicamente, come un essere che popola i suoi pianeti e non gli interessa spiritualmente. Tutto questa ferocia dopo tutto la puoi addolcire solo se rivolgi lo sguardo alle religioni... Questa è una cosa a parte, ma torniamo di nuovo all'elemosinare come un fenomeno di esistenza. Mi piace pensare che ha il suo inizio proprio quando a qualcuno mancano i mezzi dell’esistenza e questo possa essere nato dagli uomini di Neanderthal o, per essere più precisi, quando l’uomo prese le distanze dagli animali. Forse ha avuto inizio come un fenomento totalmente casuale, forse anche per una serie di sforzi per togliere al lupo il corvo ucciso. Non puoi togliere nulla con la forza nemmeno all’uomo di Neanderthal, ma forse una volta, pregando, potrai riuscire a staccare un pezzetto del corvo. Quando l’uomo dona qualcosa è il momento che inzia ad essere uomo. In quel momento l’uomo di Neanderthal si ricorda che assomiglia a se stesso. Qui inizia la pietà.
Lei sempre in silenzio e con gli occhi abbassati davanti alla porta. Io non sono in grado di dire come sono i suoi occhi e per un’attimo dubito se vede o no. E’ arrivata fin lì come un non vedente, forse seguendo un filo di luce appena sufficiente a distinguere gli uomini e salire le scale. Per un attimo penso che se continuerà in questa situazione quella luce si spegnerà. Che cos’è la luce alla fin fine? E’ energia?
Lei sempre davanti a me, sempre in quel modo, per la quale non c’è parola per descriverla e nemmeno un pittore per dipingerla. Di colpo Gioconda, Monna Lisa, come un capriccio, come un'apparizione del momento. Perfetta, culmine dell’armonia, culmine di un attimo irragiungibile di felicità. Una felicità calma, sicura, tanto di farti pensare che la felicità sorga dalla sicurezza. Da Vinci ha perso una grande occasione ed una modella irripetibile, ha perso quella che ho davanti a me. Ha perso morendo troppo presto. Non doveva morire allora, anzi non doveva morire proprio. Si poteva fare un patto con il diavolo per non morire mai? Nel medioevo si diceva che era possibile. Potevo accettare che solo Da Vinci potesse vivere come un vampiro, solo perchè doveva vivere... Con questa modella, Da Vinci senz'altro sarebbe riuscito ad esprimere qualcosa che nessun'altro prima aveva pensato, la povertà che scorgava dall'innocenza o forse dipingere la bellezza della povertà... gente, è terribile abbellire la povertà. Una sentenza scritta anni fa diceva: “La povertà per la religione significa virtù, per il capitalismo incapacità e per il socialismo uguaglianza”. Per le ultime due deduzioni sono sicuro, per la prima non tanto, perchè non sono così profondo in religione. Comunque sia, così era scritto e su quello si deve ragionare.
Lei tremava. E' ammalata? Avrà freddo? E’ affamata? Posso risolvere una di queste tre, oppure non posso risolverne alcuna. Come posso discolparmi. Domani sarà di nuovo ammalata, domani avrà di nuovo fame, domani avrà di nuovo freddo... Oh Cielo, come ci siamo ridotti.

traduzione dall'albanese Albana Temali
------------------------------------------
© Copyright -  Tutti i diritti riservati all'Autore



Skender Drini

uno degli scrittori più importanti della letteratura albanese 
Insignito con "Premio della Repubblica d'Albania"
In italiano, nel 2007, è stato pubblicato da Edizione del Sud (Bari) "I racconti del Nord"